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Hai presente quando decidi di mettere su un acquario e ti senti quasi un piccolo esploratore subacqueo, in procinto di creare un mondo in miniatura fatto di pesci, piante e rocce decorative? Beh, una volta scelti i tuoi pesci preferiti e le piante più adatte, ecco che spunta il grande dilemma: filtro interno o filtro esterno? Se la decisione ti sembra più complicata del previsto, tranquillo, sei in buona compagnia. Moltissimi appassionati di acquari passano ore a chiedersi se convenga di più piazzare tutto all’interno della vasca o affidarsi a un dispositivo esterno, magari ingombrante ma spesso assai performante. Sai cosa? Parliamone con calma. Prenderemo in esame tutte le sfumature, senza troppa fretta.
Perché il filtro è così importante?
Prima di imbatterci nel confronto tra interno ed esterno, vale la pena capire la ragione per cui un filtro è considerato fondamentale in un acquario ben allestito. Ti dirai: “Ma tanto io ho poca acqua e pochi pesci, servirà davvero?” Sì, perché il filtro è il cuore pulsante dell’acquario. Senza di lui, le sostanze nocive e i residui vari rischiano di accumularsi, creando un ambiente malsano per i tuoi piccoli ospiti.
Come funziona, di base, un filtro per acquario?
- Fase meccanica: Cattura le particelle più grandi, tipo foglie secche e avanzi di cibo, bloccandole all’interno della lana filtrante o di altri materiali simili.
- Fase biologica: Qui entrano in gioco i batteri che vivono nel filtro. Queste creature microscopiche scompongono le particelle più piccole e riducono i nitriti tossici, trasformandoli in sostanze meno pericolose.
- Fase chimica: Si interviene per purificare ulteriormente l’acqua, ad esempio tramite carboni attivi o resine speciali, in modo da eliminare eventuali resti di sostanze nocive.
Tutto ruota attorno a questa triplice azione. Senza di essa, mantenere la vasca pulita diventerebbe un lavoro molto più pesante e delicato. Fammi spiegare meglio: l’acquario è un sistema chiuso, dove ogni sostanza introdotta (cibo, foglie, escrementi) tende a rimanere circolante. Il filtro fa da “depuratore”, mantenendo l’equilibrio che evita malattie e problemi di torbidità dell’acqua.
Ultimo aggiornamento 2025-03-15 / Link di affiliazione / Immagini da Amazon Product Advertising API
Filtro interno – Cos’è e perché tanti lo apprezzano
Il filtro interno per acquario è un dispositivo in materiale plastico (di solito di colore scuro, come nero o verde) da posizionare all’interno della vasca. Spesso si fissa con delle ventose ai vetri e al suo interno ha vari scomparti. Ogni sezione ospita un diverso materiale filtrante: spugne, cannolicchi, lana di perlon, carboni attivi, e così via. L’idea è permettere il percorso dell’acqua in modo progressivo: prima la fase meccanica, poi quella biologica e infine quella chimica.
Qualcuno parla anche dei filtri “a zainetto” (a volte detti “hang-on”), che sono una specie di via di mezzo tra interno ed esterno: si agganciano ai vetri dall’esterno, ma il contatto con l’acqua avviene internamente. È una soluzione che riduce il volume occupato in vasca, pur mantenendo i vantaggi di un dispositivo compatto.
Vantaggi del filtro interno
- No fuoriuscite d’acqua: Stando dentro la vasca, non correrai il rischio di gocciolamenti o perdite sul pavimento (cosa che preoccupa chi sceglie i filtri esterni, specie se piazzati lontano dall’acquario).
- Costo inferiore: Di solito, il filtro interno è più economico rispetto a uno esterno di pari prestazioni.
- Facile da pulire: Può sembrare strano, ma molti principianti lo trovano intuitivo. Basta spegnere la pompa, sollevare il corpo del filtro (magari con un po’ di attenzione se hai pesci timidi) e sciacquare i materiali filtranti in un secchio di acqua dell’acquario per non uccidere i batteri.
- Silenziosità: Spesso questi filtri, essendo immersi, risultano molto silenziosi.
- Potenza di aspirazione limitata: Paradossalmente è un vantaggio per vasche con pesci di piccola taglia, avannotti o caridine, che rischierebbero di essere risucchiati da un filtro troppo potente.
Svantaggi del filtro interno
- Ingombro in vasca: È vero che non devi trovare spazio fuori, ma all’interno potrebbe occupare una zona preziosa che i pesci avrebbero preferito per nuotare o che tu avresti voluto per altre decorazioni.
- Interventi “dentro l’acqua”: Quando devi pulirlo, devi inevitabilmente immergere le mani, e certi pesci particolarmente nervosi o timidi potrebbero stressarsi.
- Estetica limitata: Se sei maniaco dell’effetto naturale, un corpo plastico nero tra piante e rocce può stonare un po’. Si può mascherarlo con piante a foglie lunghe o radici decorative, ma non sempre è una soluzione perfetta.
- Meno spazio per i materiali filtranti: Molti filtri interni hanno capienze ridotte. In vasche molto grandi (da 100 litri a salire) potrebbe non bastare un filtro interno, specialmente se hai tanti pesci.
Filtro esterno – Come funziona e perché sceglierlo
Passiamo adesso al filtro esterno. A prima vista sembra un barilotto, spesso di notevoli dimensioni, che alloggi fuori dalla vasca (di solito in un mobiletto dedicato o accanto all’acquario). Due tubi lo collegano alla vasca: uno aspira l’acqua sporca dall’interno, l’altro la riporta pulita dopo il passaggio nei vari materiali filtranti. All’interno del barilotto trovi di tutto: cestelli con spugne, cannolicchi, carboni attivi, resine, ecc. L’acqua percorre questi strati in modo ordinato, compiendo le stesse fasi di pulizia che abbiamo già descritto.
Vantaggi del filtro esterno
- Più spazio per i materiali filtranti: Spesso è possibile alloggiare più tipi di materiali, permettendo un filtraggio più esteso e profondo. Se hai una vasca grande e molto popolata, potrebbe essere davvero la scelta migliore.
- Acquario più pulito visivamente: Nessun elemento di plastica all’interno, a parte il tubo di aspirazione e quello di mandata. L’aspetto naturale dell’acquario resta quasi intatto, il che piace tanto a chi ama un design armonioso.
- Manutenzione più comoda: Non devi immergere le mani in vasca. Scolleghi i tubi (la maggior parte dei filtri moderni ha rubinetti e sganci rapidi) e porti il filtro dove preferisci per sciacquare le spugne e sostituire i materiali al bisogno.
- Minor frequenza di pulizia: Avendo una superficie filtrante maggiore, può passare più tempo tra una manutenzione e l’altra.
- Maggiore flessibilità: Se desideri aggiungere o rimuovere scomparti specifici (ad esempio un sacchetto di resina per ridurre i fosfati), lo fai in modo più modulare.
Svantaggi del filtro esterno
- Costo più elevato: In genere, rispetto ai dispositivi interni, un buon filtro esterno comporta una spesa più alta.
- Spazio esterno necessario: Devi trovare un posto solido e comodo dove metterlo. Se disponi di un mobile dedicato è perfetto, altrimenti potrebbe essere un problema.
- Consumo energetico: Ha bisogno di un motore più potente per prelevare l’acqua, spingerla attraverso il filtro e poi restituirla in vasca, specialmente se c’è una certa distanza in verticale tra il filtro e l’acquario. Questo può aumentare leggermente i consumi.
- Guarnizioni da controllare: Ci sono guarnizioni che devono rimanere sempre in buono stato. Se si danneggiano, possono verificarsi perdite d’acqua, con conseguente allagamento e stress per chiunque viva in casa (soprattutto per i vicini se l’acquario è in un appartamento).
E a proposito di prodotti concreti, molti appassionati apprezzano filtri di aziende come Eheim, Askoll, Tetra e tanti altri. Se stai cercando un esempio di filtro esterno affidabile, potresti dare un’occhiata qui sotto:
- 【Filtro】Sistema di filtrazione ecologico interno, il filtro è complesso di cotone e pompa per filtrare le impurità e purificare la qualità dell’acqua.
- 【LED ad alte prestazioni】Illuminazione a LED blu e bianca a basso wattaggio dotata di una propria spina; Risparmio energetico e protezione ambientale.
- 【Visione chiara】Il bordo frontale in vetro curvato altamente trasparente offre una vista panoramica del serbatoio e dei suoi abitanti.
- 【Pompa filtro】Pompaggio e ossigenazione, pompa da 250 litri / h con tubo aria per una maggiore aerazione se necessario.
- 【Capacità e dimensioni】14 litri di volume; (29*20*33)cm / (11.4*7.8*13)’’ (L * W * H).
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Come decidere se interno o esterno
La scelta non è mai “un filtro è meglio dell’altro in assoluto”. Conta moltissimo la grandezza della vasca, la quantità di pesci che desideri ospitare e lo spazio a disposizione.
- Vasche piccole (fino a 50-80 litri): Un filtro interno di buona qualità, con sezione biologica e meccanica separate, può risultare sufficiente. In questi casi, la capienza ridotta non richiede una potenza di filtraggio così elevata.
- Vasche medie (intorno ai 100 litri): Se la popolazione ittica è contenuta, potresti comunque trovare un buon filtro interno, magari di quelli a zainetto. Tuttavia, se il tuo acquario si avvia a diventare piuttosto affollato, il passaggio a un esterno può dare maggiori garanzie di stabilità.
- Vasche grandi (oltre 100-150 litri): Qui spesso è consigliato un filtro esterno. Lo spazio extra dedicato ai materiali filtranti e la portata d’acqua più elevata garantiscono un ambiente più stabile e meno soggetto a picchi di sostanze nocive.
Ovviamente, ci sono aquascaper che adorano mettere un filtro esterno pure in vasche da 50 litri, magari perché vogliono un aspetto lineare e privo di ingombri interni. Al contrario, chi ha poco spazio fuori dalla vasca talvolta preferisce un buon filtro interno anche su acquari da 120 litri. Non esiste un dogma: dipende dalle tue priorità.
Sai, ci sono situazioni particolari, come i caridinai o i nano-tank (quelle piccole vasche con gamberetti, piante e qualche lumaca ornamentale). In tal caso, un filtro interno con portata moderata può essere perfetto. La potenza ridotta protegge i minuscoli abitanti da un risucchio troppo forte, diminuendo il rischio di ritrovarsi la colonia decimata.
Un’altra considerazione importante riguarda la manutenzione: se sai di non avere molto tempo da dedicare al tuo acquario, potrebbe convenirti un filtro esterno, perché richiede meno pulizie ravvicinate. Però, se ti piace “mettere le mani in acqua” per prenderti cura delle piante e interagire con i pesci, magari non sentirai tutto questo disagio a passare un panno sul filtro interno di tanto in tanto.
A volte ci facciamo prendere da ragionamenti estetici: “Voglio l’acquario pulito, che sembri uno scorcio di natura senza componenti visibili”. Altre volte è il fattore prezzo a dominare: “Ho appena iniziato, non voglio spendere troppo”. In mezzo ci sono considerazioni più oggettive, come la quantità di pesci, la tipologia di piante o l’eventuale presenza di specie delicate.
E sai una cosa? L’estetica conta più di quanto si creda. Creare un acquario è un’esperienza coinvolgente, quasi meditativa. Osservare i pesci che nuotano in un ambiente armonico può darti gioia e relax. Perciò, se vedere un grosso dispositivo di plastica appiccicato al vetro ti fa storcere il naso, potresti preferire un filtro esterno, anche se poi dovrai stare attento a qualche potenziale fuoriuscita. Al contrario, se non hai modo di posizionare un barilotto (o se hai un budget più limitato), un filtro interno fa comunque un lavoro eccellente, basta sceglierne uno di buona qualità.
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Breve checklist per chiarirti le idee
Senza stravolgere tutto con elenchi chilometrici, ecco qualche punto che potresti considerare prima di ordinare il tuo filtro:
- Dimensione dell’acquario: se è una vasca piccola (fino a 50-80 litri) un interno ben strutturato può andar bene. Oltre i 100-120 litri, il filtro esterno diventa quasi la prima scelta.
- Popolazione di pesci: più pesci = più scorie = esigenza di un filtraggio più potente.
- Spazio disponibile fuori: hai un mobile apposito o un angolo nascosto per posizionare il barilotto? Se no, valuta un interno.
- Estetica: sei uno che ama l’effetto super-naturale? Filtro esterno. Ti basta vedere i tuoi pesci felici, anche se intravedi una scatoletta di plastica? Filtro interno.
- Budget: in generale, gli interni costano meno. Gli esterni possono essere più costosi all’inizio, ma a volte permettono di risparmiare un po’ di tempo e fatica sulla manutenzione a lungo termine.
Conclusioni
Alla fine della fiera, non esiste una risposta univoca su quale sia il “miglior” filtro in senso assoluto. Filtro interno e filtro esterno hanno entrambi pregi e difetti, come due facce della stessa medaglia. La differenza sta nel tipo di vasca, nel tuo stile di gestione, nel tuo gusto estetico e negli spazi a disposizione.
Vuoi un acquario minimalista, senza componenti visibili all’interno? Allora il filtro esterno è la strada maestra, soprattutto se hai una vasca medio-grande e vuoi un filtraggio super-efficiente. Tieni però presente che dovrai dedicare un angolo al barilotto e controllare con attenzione guarnizioni e tubi.
Al contrario, se preferisci risparmiare un po’ e non ti disturba la presenza del filtro in vasca, un buon filtro interno (magari con più comparti filtranti) può garantirti un’ottima qualità dell’acqua, senza troppi pensieri. La pulizia è rapida, i costi sono più contenuti, e in caso di vasche piccole potrebbe essere la scelta più sensata.
Personalmente, ho iniziato con un filtro interno su un acquario da 60 litri, e i miei pesci rossi (che poi ho scoperto non essere proprio i più facili da gestire) hanno vissuto bene per anni, nonostante la leggendaria fama di sporcaccioni. Certo, cambiavo l’acqua con frequenza e pulivo il filtro regolarmente. Poi, con acquari più grandi, sono passato ai filtri esterni, e lì ho trovato un mondo di possibilità. Ma è questione di esigenze e di crescita personale come hobbista.
E tu, come sei messo? Hai lo spazio per un filtro esterno o preferisci evitare i rischi di perdite d’acqua? Sei pronto a spendere qualcosa in più o vuoi iniziare in modo più semplice? Qualunque sia la tua decisione, l’importante è mantenere il tuo acquario in salute, con pesci vivaci e piante rigogliose. In fondo, non c’è spettacolo più bello di una vasca ben equilibrata, dove ogni elemento, dal filtro ai sassolini sul fondo, trova il proprio posto e contribuisce a creare un piccolo ecosistema in casa.
Spero che questa guida ti abbia chiarito un po’ le idee — o almeno che ti abbia fatto sentire meno solo nel dubbio su quale sistema di filtraggio adottare. L’acquariofilia è un’arte fatta di osservazione, sperimentazione e tanta passione. Quindi, scegli con il cuore, ma anche con un occhio attento alle reali esigenze dei tuoi pesci.