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Una delle sfide più gettonate nell’acquariofilia è proprio la lotta contro le alghe. Questi organismi vegetali, spesso bistrattati, sono in realtà esseri antichissimi: piante “primitivissime” in grado di sopravvivere e adattarsi a condizioni anche ostili. Se da un lato alcune alghe possono persino avere un fascino decorativo, dall’altro possono diventare invadenti e compromettere l’equilibrio dell’intero ecosistema. Niente panico, però. In questa guida, scoprirai come riconoscerle, prevenirle e—se serve—debellarle, tenendo sempre presente il benessere dei tuoi pesci e delle tue piante.

Cosa sono le alghe e perché compaiono nell’acquario
Le alghe (piante Tallofite) mancano della classica distinzione tra radice, fusto e foglie; si riproducono sia in modo sessuato (gameti) sia asessuato (scissione o gemmazione). In un acquario, compaiono spesso per eccesso di nutrienti (nitrati, fosfati), scarsa o sbagliata illuminazione, filtri poco efficienti, residui di cibo accumulati, sovrappopolazione o—al contrario—mancanza di piante superiori che facciano “concorrenza” alle alghe stesse.
È fondamentale capire che un acquario ben avviato e in equilibrio biologico produce meno fioriture algali. Basti pensare ai batteri nitrificanti e denitrificanti, che scompongono i rifiuti in nitrati e li rendono più gestibili. Se l’equilibrio funziona, le alghe non prendono il sopravvento. Viceversa, quando qualcosa s’inceppa, ecco che spuntano le sgradite “macchioline verdi,” i ciuffi neri o i filamenti vischiosi.
Prevenzione – La strategia migliore contro le alghe
Come spesso accade, prevenire è molto più semplice che curare, soprattutto nel mondo dell’acquariofilia. Ecco alcune regole d’oro che aiutano a ridurre il rischio di invasione algale.
Non sovrappopolare la vasca
Tenere troppi pesci in pochi litri d’acqua comporta un carico biologico eccessivo. L’ammoniaca prodotta, se non ben gestita dal filtro, si tramuta in nitrati e fosfati che le alghe adorano.
Dosare con giudizio il cibo
Meglio dare meno cibo e assicurarsi che venga consumato in pochi minuti. Gli avanzi si decompongono, incrementano i livelli di nutrienti e favoriscono la crescita delle alghe.
Illuminazione equilibrata
Le alghe, come le piante, svolgono fotosintesi. Un impianto luci troppo intenso (o con spettro sbilanciato) oppure un fotoperiodo eccessivo può stimolarne la proliferazione. Di solito, 8-10 ore di luce ben distribuita bastano alla maggior parte degli acquari. Evita di lasciare luci accese oltre questo limite, e scegli lampade adeguate (o barre LED) adatte alle piante.
Fertilizzazione e CO₂
Le piante superiori hanno bisogno di nutrienti e anidride carbonica per crescere rigogliose. Se fertilizzi correttamente, le piante avranno la meglio sulle alghe perché utilizzeranno le stesse risorse nutrienti.
Molta vegetazione
Inserisci piante a crescita veloce (Limnophila, Hygrophila, Ceratophyllum, Egeria densa), che competono direttamente con le alghe assorbendo nitrati e fosfati. Più il tuo acquario è piantumato, meno spazio resta alle infestazioni algali.
Cambi d’acqua regolari
Un 10-15% settimanale, con acqua priva di cloro (meglio se d’osmosi o comunque bilanciata con i parametri dell’acquario), aiuta a diluire i nutrienti in eccesso.
Inserire pesci o invertebrati “mangiatori di alghe”
Alcune specie (come gli Otocinclus, i Siamensis, le lumache Neritine o i gamberi Caridina Amano) aiutano a contenere le alghe, nutrendosene.
Gestione della luce in fase di avvio
Se stai allestendo un acquario nuovo, parti con poche ore di luce (5-6 al giorno), niente fertilizzante nella prima settimana e niente CO₂ immediata (se la vasca ha piante semplici). Poi, aumenta gradualmente il fotoperiodo.
Quali alghe troviamo più comunemente e come riconoscerle
Le alghe non sono tutte uguali. Conoscerle è il primo passo per agire in modo mirato.
Alghe verdi puntiformi
- Aspetto: piccoli puntini verdi, sia su piante che sui vetri.
- Cause: spesso vasca in buona salute (stranamente!). Non sono troppo dannose, ma possono essere ostinate.
- Come trattarle: di solito raschiandole dai vetri e tenendo sotto controllo luce e nutrienti. I pesci “mangia-alghe” di solito non ne vanno pazzi.
Alghe verdi filamentose
- Aspetto: sottili filamenti verdi (Spirogyra), a volte lunghi e danzanti nell’acqua.
- Cause: vasca con valori chimici ok, ma luce intensa.
- Strategie: rimuovere manualmente i fili, aggiungere piante a crescita rapida, bilanciare luci e nutrienti.
Alghe verdi a pelliccia
- Aspetto: filamenti più fitti, quasi come un “tappeto” soffice che si attacca a foglie e decorazioni.
- Cause: livelli elevati di nitrati e fosfati.
- Rimedio: ridurre nutrienti, pulire meccanicamente, introdurre pesci o invertebrati mangiatori di alghe.
Alghe nere puntiformi
- Aspetto: puntini neri o verde scuro sulle foglie (soprattutto quelle coriacee) o su arredi.
- Cause: innalzamenti di composti azotati/fosfati. Filtri sporchi, cambi d’acqua carenti, sovrappopolazione.
- Soluzione: normalizzare i parametri con cambi d’acqua, pulizia filtri, eventuale potatura delle foglie più colpite.
Alghe a gomitolo
- Aspetto: filamenti verdi chiari aggrovigliati a formare piccoli gomitoli.
- Causa: tipica formazione nelle vasche nuove, quando le piante non hanno ancora preso il sopravvento.
- Trattamento: asportazione manuale, migliorare la fertilizzazione per stimolare le piante.
Alghe nere a pennello
- Aspetto: piccoli ciuffi neri a bordo foglia, che possono diventare “barba” più lunga (Audouinella).
- Cause: non sempre legate ad acqua sporca; talvolta compaiono in vasche pulite ma con bassa CO₂ o squilibri di nutrienti.
- Metodi: potare le foglie infestate, aumentare gradualmente la CO₂, ridurre la luce o regolare meglio i nutrienti. Alcuni pesci (es. Crossocheilus siamensis) possono aiutarne il contenimento.
Alghe verdi a ciuffo
- Aspetto: ciuffetti verdi chiari, spesso su legni o rocce, poco aderenti, facili da staccare.
- Cause: eccesso di fosfati e/o nitrati.
- Rimedi: rimuovere manualmente, ridurre nutrienti e migliorare la circolazione dell’acqua.
Come eliminare le alghe già presenti
Se la prevenzione non è bastata e ti ritrovi un’infestazione di alghe, hai a disposizione tre approcci: meccanico, biologico e chimico.
Metodo meccanico
Usa raschietti, spazzolini, lamette (con attenzione) per rimuovere alghe dai vetri e dagli arredi.
Sifona il fondo con cura, eliminando i detriti.
Potatura delle foglie pesantemente infestate.
Questo metodo è sicuro e immediato ma, da solo, non risolve la causa se i nutrienti restano sballati.
Metodo biologico
Inserisci creature che si nutrono di alghe: lumache Neritina, Planorbarius, pesci come gli Otocinclus o i Crossocheilus siamensis, i gamberetti Caridina Amano, ecc.
Questi animali possono ridurre notevolmente certe tipologie di alghe, ma non sempre affrontano ogni specie (e neppure l’infestazione più massiccia).
È comunque un metodo a impatto zero, compatibile con la vita della vasca e ottimo in combinazione con la prevenzione.
Metodo chimico
Consiste nell’uso di prodotti commerciali “antialghe” (detti anche alghicidi).
- Personalmente, è sconsigliato se non in casi estremi. Molti di questi prodotti possono danneggiare piante, invertebrati e perfino i pesci.
- Se decidi di farlo, verifica scrupolosamente le indicazioni e tieni presente che spesso “combattere l’effetto” senza rimuovere la causa fondamentale (nutrienti eccessivi, illuminazione sbagliata, ecc.) significa che le alghe torneranno presto.
Prodotti antialghe e prezzi
In commercio trovi svariati prodotti antialghe in formato liquido o granulare. Possono agire su:
- Alghe verdi filamentose: alcune formulazioni specifiche che rallentano la fotosintesi delle alghe.
- Alghe nere a pennello: esistono formulazioni più mirate, spesso a base di glutaraldeide, che riducono l’infestazione.
- Alghe in sospensione: alcuni prodotti che chiarificano l’acqua, combinati con filtrazione adeguata.
I costi medi vanno dai 7-8 euro per flaconcini piccoli (100-150 ml) fino a 15-20 euro per confezioni più grandi. Marchi come Sera, Tetra, JBL, e tanti altri offrono linee di prodotti antialghe. Ricorda di leggere sempre le avvertenze su dosaggi e compatibilità con pesci e piante.
Ultimo aggiornamento 2026-01-14 / Link di affiliazione / Immagini da Amazon Product Advertising API
Prima di ricorrere alle soluzioni chimiche, prova sempre a correggere la gestione generale dell’acquario. Molte volte, migliorando la manutenzione, l’illuminazione e l’equilibrio di nutrienti, le alghe regrediscono naturalmente.
Conclusioni
Contrastare le alghe in acquario non è solo una questione di “togliere un fastidioso intruso.” È un percorso che ci aiuta a capire meglio l’equilibrio di nutrienti, luce e popolazione di cui ha bisogno il nostro piccolo mondo sommerso. In fin dei conti, le alghe sono organismi longevi e resistenti: se compaiono, spesso è il segnale che qualcosa andrebbe rivisto nelle nostre cure quotidiane.
Dalla prevenzione alla correzione pratica, ogni passaggio richiede pazienza e un pizzico di spirito di osservazione. Affrontare con serenità qualche filo verde o una macchia scura sul vetro è quasi inevitabile per un appassionato di acquariofilia. Ma la buona notizia è che, lavorando sull’illuminazione, sulla fertilizzazione, sulla pulizia e, quando serve, sugli antialghe giusti, si può tenere sotto controllo persino la più testarda delle invasioni.
Le regole fondamentali? Mantenere un’abbondante vegetazione, nutrire con parsimonia, controllare l’illuminazione e i parametri dell’acqua, e—se qualcosa sfugge—non esitare a intervenire con raschietti, spazzolini e, in casi estremi, prodotti chimici ben ponderati. Il tuo acquario ti ringrazierà con piante rigogliose, pesci vibranti e la meraviglia di un ecosistema florido, libero dagli eccessi.